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Eruzione in Islanda

 







L'Islanda, paese giovane

Geologicamente, l'Islanda è il paese più giovane della terra, ha "solo" 19 milioni di anni ed è ancora in crescita. E come tutti i giovani è sempre irrequieto e dispensatore di grandi energie. L'Islanda si trova a cavallo tra la placca tettonica eurasiatica e la placca dell'America settentrionale. Le due placche si allontanano lungo la frattura denominata "Dorsale Medio Atlantica" che in Islanda è visibile anche a cielo aperto. La grande frattura atlantica è come una ferita i cui lembi di carne invece di avvicinarsi e rimarginarsi si allontanano permettendo così la fuoriuscita di magma dalle profondità del pianeta, ecco perché si registra una massiccia presenza di vulcani in questa isola: se ne contano circa 130. 


Un vulcano dal nome impronunciabile !

Il vulcano Eyjafjöll è coperto dal ghiacciaio Eyjafjallajökull, uno dei più piccoli ghiacciai dell’Islanda. Si trova a nord di Skógar ed a ovest del più grande ghiacciaio di Mýrdalsjökull. La crosta di ghiaccio ricopre il vulcano Eyjafjöll, alto 1666 metri, che è attivo dall’era glaciale. Alla fine di dicembre 2009, ebbe inizio un’attività sismica nell’area del ghiacciaio Eyjafjallajökull, con migliaia di leggere scosse sismiche di magnitudo oscillante fra i gradi 1 e 2 della scala Richter. Dal febbraio 2010, il Global Positioning System (GPS) usato dall’Istituto metereologico d’Islanda a Þorvaldseyri, fattoria nell’area di Eyjafjöll a circa 15 chilometri a sud est del punto dell’eruzione) mostrò un innalzamento di 3 centimetri della crosta terrestre in direzione sud, dei quali uno in un solo giorno. Questa inusuale attività sismica, assieme alla rapida crescita del terreno ha dato ai geofisici evidenza che vi era in corso una risalita di magma. L’attività sismica ha continuato ad intensificarsi, fra il 3 ed il 5 marzo, nel cui periodo sono state registrate circa 3.000 scosse con epicentro sotto il vulcano. La maggior parte di queste di intensità quasi strumentali (magnitudo 2) per far presagire un’eruzione, ma alcune scosse furono avvertite nelle città vicine. L’eruzione ebbe inizio il 20 marzo 2010, fra le 22:30 e le 23:30 locali (UTC), alcuni chilometri ad est del ghiacciaio, nel nord del passo di Fimmvörðuháls.

L'eruzione ha dato vita ad una nuvola gigantesca, alta oltre 10 km, composta da ceneri vulcaniche, molto sottili per natura (diametro inferiore ai 2 mm), molto abrasive ed anche pericolose per gli esseri viventi perchè possono creare danni alla respirazione. La nuvola di cenere, trasportata da forti correnti da Ovest-Nord-Ovest, si è estesa dall'Islanda verso il continente europeo e per precauzione sono stati bloccati i voli in numerosi Stati europei per alcuni giorni, con pesanti ripercussioni sulle persone e sull'economia.


Perchè la cenere vulcanica è così temuta dal sistema aereonautico?

La cenere vulcanica è dura, abrasiva, non si dissolve in acqua, conduce elettricità, è composta da minuscole particelle di rocce e minerali.
Essendo abrasiva, è in grado di danneggiare i componenti degli aeromobili, in particolare le superfici più esposte (es: bordo d’attacco dell’ala, piani di coda, parabrezza) e le parti esterne del motore. I frammenti di roccia sono taglienti, e sono in grado di erodere plastica, metallo e persino pezzi di vetro.
Le esperienze passate dimostrano che gli aerei possono soffrire di gravi danni dopo essersi avventurati in nubi di cenere vulcanica.

Le parti ed i componenti che hanno riportato il maggior numero di danni sono:
• Parabrezza
• Luci di navigazione ed atterraggio
• Ala, stabilizzatore, impennaggi e bordi d’attacco
• Cofani motore e reversers
• Tutte le sonde Pitot e prese statiche
(fonte: Airbus)

L’ingestione di cenere vulcanica nei motori può provocare un grave deterioramento delle prestazioni del motore, a causa di erosione delle parti in movimento (es: le palette delle turbine) e di parziale o totale blocco degli ugelli di carburante.
Durante l’eruzione vulcanica del 1982, a Galunggung in Indonesia, un Boeing 747 della British Airways attraversò una nube di ceneri vulcaniche che rese inoperativi tutti e 4 i motori. L’aereo fu costretto ad una manovra di emergenza, e scese da in planata da FL370 a FL120. Una volta fuori dalla nube vulcanica, l’equipaggio è riuscito a riportate in funzione i motori per poi condurre un atterraggio di emergenza nell’aeroporto di Jakarta.

Nel 1991, dopo il verificarsi di eventi analoghi, venne creato il Volcanic Ash Advisory Center, per migliorare la diffusione di informazioni relative a fenomeni eruttivi con la presenza di ceneri vulcaniche.


Il clima può essere influenzato da un'eruzione vulcanica ?

Le eruzioni vulcaniche di grandi dimensioni sono note per produrre mutazioni nell’atmosfera. Sono probabili, nella maggior parte del nord Europa, tramonti rosso fuoco. Se rafforzata da un sistema meteorologico complementare, la nube vulcanica può contribuire ad un aumento generale di maltempo. L’eruzione di Laki è stata collegata con eventi meteorologici estremi; dalle gravi grandinate in Gran Bretagna al congelamento del Mississippi a New Orleans. Gli aerosol di solfati che raggiungono la stratosfera, catalizzano la produzione di monossido di cloro (ClO), che distrugge l’ozono (O3). Nella troposfera superiore, gli stessi aerosol diventano nuclei di cirri, che aumentano l’albedo della Terra e quindi alterano il suo equilibrio di radiazioni. Diverse eruzioni nel corso del secolo passato hanno causato un calo della temperatura media sulla superficie terrestre fino a mezzo grado (scala Celsius) per periodi da uno a tre anni. Considerando la relativa piccola dimensione dell’eruzione in Islanda è difficile possa avere un impatto significativo sul clima.


I satelliti meteorologici come sentinelle

Per individuare le nubi di ceneri vulcaniche, si ricorre all’uso dei satelliti meteorologici. Essi permettono di discriminare le nubi vulcaniche dalle normali nubi di vapore, mediamte l’utilizzo di procedimenti grafici e di tecnologie ad immagini multispettrali (immagini da satellite prese a diverse lunghezze d’onda). I satelliti polari NOAA permettono di ottenere attraverso diversi sensori, immagini su 5 diverse lunghezze d’onda. Il procedimento grafico di sottrazione delle immagini ottenute sui canali 5 e 4, consente di valutare sia la presenza che l’estensione della nube di cenere vulcanica, ma è condizionato dal passaggio sulla zona di interesse dei satelliti polari, che avviene mediamente ogni ora. La messa in orbita della nuova generazione di Meteosat, ha portato un notevole miglioramento in quanto l’acquisizione delle immagini su ben 9 canali spettrali, avverrà ogni 15 minuti. 
Per quanto riguarda invece la previsione dello spostamento e della dispersione della nube (variazione di concentrazione) si utilizzano dei modelli matematici. 


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